09.2018: Design Talking: Note Design Studio e la sua collaborazione con Zilio A&C



CLAUDIA OVAN: Dopo il grande successo di Pur, la vostra collaborazione con Zilio A&C è proseguita quest’anno con il lancio di Arkad. Quali sono i tratti distintivi dell’azienda che vi hanno spinto a scegliervi di nuovo?
NOTE DESIGN STUDIO: In Note scegliamo le nostre collaborazioni seguendo il cuore e lavorare con Zilio A&C è davvero un piacere. Il loro instancabile impegno nel materializzare le nostre idee è ciò che ci spinge a lavorare con loro.


CO: C’è un filo conduttore che accomuna le collezioni che avete disegnato per Zilio A&C agli altri prodotti che portano la vostra firma?
NDS: Il nostro studio di progettazione è multidisciplinare e preferiamo lavorare in team e progettare prodotti avendo un particolare ambiente in mente. Pensare in grande all’interno di una cornice, per capirci. Arkad, ad esempio, l’abbiamo immaginato per uno spazio di vendita al dettaglio nel centro di Stoccolma che stiamo progettando. Forse è questo un filo conduttore del nostro lavoro. Le idee provengono spesso da esperienze che facciamo negli spazi su cui stiamo lavorando o dai quali traiamo ispirazione.



CO: Quest’anno avete messo a segno diversi importanti progetti, che hanno ricevuto anche dei riconoscimenti, come il suggestivo stand che avete ideato per una nota azienda al Salone del Mobile di Milano. Quali sono i valori che riconoscete al mobile italiano e che vi portano a collaborare con le aziende italiane?
NDS: Ci sentiamo cittadini del mondo e lavorare con il design a livello internazionale è sempre stato un obiettivo per noi. Molte aziende ritengono di proporre i migliori prodotti, il miglior comfort, i migliori materiali, ecc. Con le aziende italiane non abbiamo mai dovuto dubitare per un secondo che questo non fosse vero. È qualcosa nel dna italiano, immagino.


CO: Il design scandinavo sta percorrendo oggi nuove strade, qual è la vostra?


NDS: Non ci consideriamo i classici designer legati alla

tradizione scandinava, quanto piuttosto coloro che ripensano l’estetica minimalista che ha reso celebre il design scandinavo. Siamo ispirati dagli oggetti e dalle architetture che sono stimolanti, espressive e che possano in qualche modo suscitare una riflessione.


CO: Ritenete che il design si basi ancora su delle scuole nazionali oppure la tendenza è quella di andare verso uno stile che potremmo definire internazionale?
NDS: 

Una tendenza è un comportamento collettivo che svanisce piuttosto rapidamente. Una tendenza di design è qualcosa che dura anche di meno. Siamo consapevoli del fatto che esistano le tendenze ma non siamo subordinati a esse. Il design ha come riferimento le persone, le culture e la comunicazione, che è ciò che ci attrae. Ascoltiamo i bisogni, troviamo una soluzione e la “impacchettiamo” in qualcosa che prima non esisteva. Siamo naturalmente figli del nostro tempo e i social media stanno influenzando anche il mondo del design. La difficoltà sta nel trovare espressioni uniche e abbastanza forti da creare tendenze piuttosto che seguirle.


CO: Il design può essere democratico? Se si, come?
 

NDS: Il processo di progettazione può essere democratico. Dieci anni fa i social media sono diventati un’arena del design veramente democratica in cui chiunque con un modo di esprimersi unico poteva ottenere l’attenzione necessaria per farsi un nome. Una possibilità per i nuovi designer di sfidare i nomi più tradizionali e rinomati del settore. Il design democratico è comunque qualcos’altro e la risposta è semplicemente no. Tuttavia, progettare per un cliente eletto democraticamente potrebbe ovviamente essere descritto come democratico. Il progetto è pagato dai contribuenti ed è un investimento per i cittadini.


CO: Cosa vedete nel futuro prossimo della vostra attività?
NDS: Il nostro studio è un’entità in continua evoluzione e non c’è modo di prevedere esattamente cosa faremo in una prospettiva di lungo periodo. In una prospettiva più breve, tuttavia, siamo entusiasti di avere un paio di nuovi talenti in studio e alcune nomination interessanti, di accogliere un paio di nuovi brand internazionali e, naturalmente, seguire i recenti successi con i nostri attuali clienti.