

CLAUDIA OVAN: Il concetto di essenza è alla base della ricerca stilistica di molti designer: qual è il tuo pensiero in merito?
SYLVAIN WILLENZ: Il design è una questione molto complessa, ci sono così tante cose da tenere in considerazione quando si progetta, dallo schizzo al prodotto: penso che per definizione implichi l’idea di razionalizzazione, e quindi di essenza, e ogni designer ha il suo modo di affrontarla. Personalmente mi sforzo di proporre idee che siano semplici, o diciamo essenziali, ma che tuttavia portino qualcosa di nuovo e misuratamente sorprendente. A me piace un design ben equilibrato, ben proporzionato, rotondo come un buon vino, non troppo pesante e non troppo leggero. La semplicità, a mio avviso, contribuisce a creare una sensazione di benessere.
CO: Abbiamo letto che il tuo design è riduzionista: spiegaci in cosa consiste e se contribuisce a rendere il tuo stile unico.
SW: Certo che sì, e per riduzionismo non intendo il minimalismo. Ciò che amo è l’idea dell’efficienza e dell’intelligenza di un prodotto e di come è fatto. Mi piace affrontare il design, ma anche sfidare il modo convenzionale di fare qualcosa e questo richiede un certo pragmatismo, che alla fine sembra semplicemente buon senso. Non è facile proporre idee di questo tipo, infatti, le cose più semplici sono le più difficili da realizzare.
Un esempio è la mia lampada TORCH, progettata per Established & Sons nel 2008: invece di un assemblaggio convenzionale, ho ridotto il numero di elementi all’essenziale, costruendo un involucro e un diffusore… senza viti. Questo non solo ha migliorato la leggibilità del design della lampada, ma ha anche reso la sua produzione estremamente efficiente.
Lo stesso vale per l’hard disk progettato per Freecom nel 2011 e questo stesso riduzionismo lo troviamo nella sedia UPON di Zilio A&C. Attraverso un’attenta analisi e iterazione progettuale, siamo riusciti a sfidare il modo convenzionale di assemblare uno schienale al telaio, ottenendo una soluzione essenziale e pura.
CO: Il 2020 segna l’inizio di una nuova collaborazione tra Sylvain Willenz e Zilio A&C. Quali sono stati i presupposti che vi hanno fatto scegliere l’un l’altro?
SW: Per diversi anni Zilio A&C e io abbiamo parlato di progettare insieme qualcosa per la sua collezione. Credo che l’accoppiata sia stata subito azzeccata, perché condividiamo la stessa visione del design e lo stesso linguaggio. Anche lavorare con Mentsen e la loro art direction, è stato molto interessante, perché capiscono e apprezzano il mio modo di pensare e il mio stile nel design. Alla fine, gira tutto attorno a un buon dialogo e a uno scambio di idee: se il confronto è buono, anche il risultato sarà buono. E così è stato.
CO: Upon: com’è nato questo progetto?
SW: Il progetto è nato in modo molto naturale e da un’interessante brief. Apprezzo molto quando le aziende hanno individuato il genere di cose che desiderano o che mancano nel loro catalogo. Invece di lavorare al buio, si lavora con un obiettivo comune e, in questo caso, sapevamo fin dall’inizio che l’obiettivo era una sedia in multistrato con una struttura tubolare in metallo, destinata sia al contract che al residenziale. Diventa una questione di ricerca, di pensare a soluzioni alternative e di rimanere in sintonia con la nostra estetica o con quella del cliente.
CO: Dietro Upon c’è un attento e intelligente studio al dettaglio: lo schienale è unito da un giunto nascosto alla struttura tubolare in metallo, rendendo le due parti quasi fluttuanti. È stata questa la sfida più grande nella realizzazione di questa seduta?
SW: Assolutamente si, questo è stato il dettaglio di svolta della sedia, il più importante e il più difficile; se volevamo che la sedia si basasse su questo, il progetto doveva essere magico. Ecco perché abbiamo spinto l’idea e la tecnologia ancora più in là: lo schienale sul bordo è affusolato a soli 6 mm: un risultato davvero notevole, in termini di design, ma anche in termini di esecuzione e produzione.
CO: Quest’anno è stato problematico, con difficoltà personali e professionali per tutti. Che futuro vedi per il mondo del design e del mobile?
SW: È molto difficile prevedere come si evolveranno le cose. Quello che è certo è che c’è un cambiamento in corso e tutti noi abbiamo capito che dobbiamo modificare molte delle nostre abitudini. Abbiamo tutti imparato a ridurre e a rallentare. Il riduzionismo nelle nostre vecchie abitudini potrebbe sicuramente essere la chiave per una vita migliore.